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Pietro Torrigiani, fondatore e primo presidente del Florence Football Club

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Il marchese e senatore Pietro Torrigiani, fondatore e primo presidente del Florence Football Club, vide la luce a Firenze il primo di giugno del 1846. Era figlio del marchese Luigi Torrigiani, patrizio fiorentino, e della nobildonna Elisabetta Paolucci. Ebbe tre fratelli: Filippo, anch'egli senatore del Regno, Raffaele e Carlo e due sfortunate sorelline Vittoria e Beatrice che morirono ancora infanti. Sposò Giulia Ginori Lisci dalla quale ebbe il figlio Luigi. Fu Sindaco di Firenze dal 17 aprile 1886 al 14 novembre 1889 e poi ancora dal 4 febbraio 1891 al 2 gennaio 1901. Fu inoltre Presidente della Società Dantesca Italiana, eletto in data 31 luglio 1888, Socio della Società Geografica Italiana, dal 1870, e, per volontà del dio pallone, propugnatore e presidente del Florence Football Club, dal 26 Maggio 1898, la più antica società calcistica fiorentina.

 

 

 

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Lettera di ringraziamento manoscritta da Pietro Torrigiani in occasione dei centenari di Vespucci e Toscanelli del 1898

 

Ricevette le onorificenze di Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia, con nomina avvenuta il 31 ottobre 1873 e di Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia. Fu eletto il 12 dicembre 1880 alla Camera dei Deputati del Regno d'Italia e successivamente, dal 1889, fu Senatore del Regno ove rivestì il ruolo di membro della Commissione per le Petizioni del Senato. Come lui, quasi per una forma di emulazione, anche Luigi Ridolfi Vay Da Verrazzano divenne parlamentare: Deputato del Regno d'Italia per ben tre legislature!
 

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Francobollo e cartolina dei centenari di Toscanelli e Vespucci del 1898

 

Il Marchese Torrigiani, nel 1898, come il marchese Ridolfi nel 1926, è stato un mecenate ed un raro esempio di politico illuminato sensibile all'argomento sportivo. Il primo fu sindaco di Firenze nella seconda metà dell'Ottocento, il secondo fu federale di Firenze dal 1926 al 1929. Tutti e due, di fatto, amministrarono saldamente la città. Torrigiani firmò il piano di Risanamento che dal 1885 demolì la zona del Mercato Vecchio per far posto a Piazza della Repubblica. Presiedette alla fondazione della Società Dantesca Italiana, il 31 luglio 1888, e ne fu il primo presidente, prima provvisorio, poi onorario. Ridolfi ideò e realizzò, utilizzando essenzialmente risorse proprie, tutta l'impiantisca sportiva di cui ancor oggi la città di Firenze gode e, quale grande dirigente sportivo, dette vita prima alla Giglio Rosso, la più importante società di atletica toscana di sempre, e poi alla Fiorentina, la più importante società di calcio toscana di sempre.

 

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Pietro Torrigiani, in seguito al movimento sorto nell'ambito del comitato per le celebrazioni vespucciane, divenne anche fondatore e primo presidente, dal 1898, del Florence Football Club, il più vetusto sodalizio calcistico fiorentino. Nell'aprile del 1898 condusse con impeto leonino e capacità organizzativa i grandi eventi inseriti nei festeggiamenti tenutisi a Firenze per le onoranze centenarie a Amerigo Vespucci e Paolo Toscanelli, che ebbero il proprio culmine il 28 aprile 1848 con la collocazione di una lapide sui navigatori toscani nella basilica di Santa Croce. Fu proprio grazie ed attraverso le energie e le risorse umane coagulatesi durante quelle celebrazioni che Torrigiani ebbe l'intelligenza e la capacità di dare forma concreta al movimento calcistico fiorentino. Così, supportando le iniziative di William Dunn, Pietro Gori, Giovanni Cosimo Cini, William Bradley, Mario Gigliucci, Giuseppe Campani, Giuseppe Pestellini, Edward Dunn, David Costantini, Giuseppe Della Gherardesca, Goretto Goretti, Bernard Georges ed Ernesto Garulli, fece in modo che dal Comitato per il Giuoco del Calcio costituito il 22 febbraio 1898, si passasse alla Società o Club del Calcio il 19 maggio 1898 per arrivare finalmente a costituire, nella giornata di giovedì 26 maggio 1898, il Florence Football Club. L'atto costitutivo fu firmato con una cerimonia piuttosto solenne presso il Palagio dell'Arte della Lana. Il Florence Football Club, detto anche la "squadra degli stranieri" di Firenze per la sua forte componente anglosassone, mantenne sempre un carattere elitario e visse fasi alterne di attività per circa undici anni concludendo le proprie attività agonistiche scontrandosi vittoriosamente con altre squadre cittadine nei primi mesi del 1909 sul campo da gioco realizzato presso il Prato del Quercione nel Parco delle Cascine. Quei pionieri al seguito di Torrigiani e degli altri fondatori, furono i primi a giocare all'inglese a Firenze. Tra il 1909 ed il 1912 il movimento calcistico cittadino visse un periodo di apatica anarchia ma, dal novembre del 1912, il football a Firenze fu monopolizzato dai loro eredi: i Rossi della Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas ed i Bianchi del Club Sportivo Firenze. Certo è che alcuni degli attivisti del Florence Football Club confluirono sia nella Libertas che nel Club. 

 

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La principale linea genealogica calcistica fiorentina

 
Il Florence Football Club, fondato da Torrigiani, Dunn, Cini e Gori nel 1898, sta pertanto al vertice della genealogia dei sodalizi calcistici fiorentini. E' il nonno dell'Associazione Fiorentina del Calcio, fondata da Ridolfi, Lorenzi e Picchi nel 1926, la quale possibilmente incamerò, al momento della fusione, anche alcuni reduci dell'esperienza di fine Ottocento giunti attraverso l'attivismo nelle sezioni calcio della Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas, gloriosa società costituita nel 1877 e presieduta dal Cavalier Gino Lorenzi fin dal 1920, e del Club Sportivo Firenze, antica società fondata nel 1870 e presieduta proprio dal marchese Luigi Ridolfi.

 

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Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano in una foto del 1914

 

Il marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, Fiorentino autentico, discendente di Lorenzo il Magnifico ed erede di una delle dieci famiglie nobili più antiche e gloriose di Firenze, visse una vita intensissima ed avventurosa. Fu limpido eroe nella Grande Guerra. Futurista, diventò imprenditore, fu liberalissimo mecenate nello sport e nella musica. Pioniere dello sport, fu insostituibile dirigente toscano, nazionale ed internazionale. Fondatore del Maggio Musicale Fiorentino con Vittorio Gui, dell’Associazione Calcio Fiorentina, della Società Atletica ‘Giglio Rosso’, dell’Automobile Club d’Italia di Firenze, fu grande presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera e della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Revisore e membro della giunta del C.O.N.I., fondò e presiedette il settore tecnico della Federcalcio. Asservendo il potere politico a più nobili cause, ristrutturò il Teatro Comunale, l’impianto di atletica sul viale Michelangelo e soprattutto costruì lo stadio Comunale di Firenze ed il Centro Tecnico Federale di Coverciano, sostituendosi con grandissima liberalità alle pubbliche casse ove esse non offrivano la necessaria copertura. Rigoroso con tutti ed implacabile con se stesso, Luigi Ridolfi, vero fiorentino, possedette una statura morale tale da poter essere collocato tra le maggiori personalità dell’Italia del XX secolo.

 

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Gli stemmi dei Torrigiani e dei Ridolfi


Il giovane Ridolfi conobbe indubitabilmente l'anziano Torrigiani tra il 1910 ed il 1920. Ridolfi e Torrigiani erano famiglie dell'aristocrazia fiorentina che si frequentavano con regolarità. Tutti e due guardavano lontano e lavoravano affinché l'Italia e Firenze recitassero un ruolo di primo piano a livello internazionale. Luigi Ridolfi ebbe senz'altro ad apprezzare e prendere esempio dallo spirito del lungimirante Pietro Torrigiani, il quale morì il 16 giugno 1920 nella dimora della coniuge Ginori Lisci di Doccia a Quinto presso Sesto Fiorentino.



 

 

Autore

Andrea Claudio Galluzzo
 

 

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SENATO DEL REGNO D'ITALIA

Atti Parlamentari

Commemorazione del Senatore Pietro Torrigiani del 24 giugno 1920
Tommaso Tittoni, Presidente del Senato del Regno d'Italia

 


TITTONI
Onorevoli senatori!
Compio il doloroso dovere di ricordare i cari colleghi che sono scomparsi durante la interruzione dei nostri lavori. Il 16 giugno moriva nella sua villa di Quinto il marchese Piero Torrigiani, che era uno dei membri più anziani della nostra Assemblea, alla quale apparteneva dal 26 gennaio 1889. Della cospicua famiglia patrizia di Firenze, era ivi nato il 1° giugno 1846. Ottimo amministratore, gentiluomo di modi squisiti e di eccezionale coltura, era dotato di qualità spiccatissime per la vita pubblica, onde, giovanissimo ancora, fu chiamato a partecipare all'amministrazione di varie opere pie di comuni della Toscana. Nel 1880 la fiducia dei suoi concittadini lo eleggeva a rappresentare il secondo collegio di Firenze, quale successore di Bettino Ricasoli: alla Camera prese posto a destra, segnalandosi per la sua assiduità ai lavori parlamentari. Dopo pochi anni, spinto dall'amore per la sua Firenze, lasciò la deputazione per dedicarsi completamente alle cure dell'amministrazione locale; e l'unanime stima che i suoi concittadini gli attestavano gli procacciò nel 1888 la nomina a sindaco della città, carica che tranne un breve periodo, conservò fino al 1900. Tutta la sua attività e tutto il suo ingegno dedicò al bene della città ch'egli amava con vivo amore di figlio e di artista ed al cui abbellimento dette opera alacre ed intelligente. Ed è ancora ricordata con ammirazione la signorilità squisita con cui egli, nella sua qualità di primo cittadino, seppe accogliere ospiti insigni convenuti a Firenze in occasione di feste centenarie. Nella vita politica fu un carattere: conservatore, era pronto a favorire ogni progresso ed i suoi modi erano improntati a quella urbanità fine e garbata che rivela il signore di razza. Non meno nobile fu la sua vita privata. Spirito pronto ad ogni bontà, fu inesauribile in opere caritatevoli; prodigo verso i bisognosi, godeva di poter fare il bene, onde la sua scomparsa è largamente compianta. Cultore fervido dell'arte, in cui aveva una eccezionale competenza, fu ascoltatissimo sempre nei numerosi consessi artistici cui appartenne. Il Senato invia un mesto saluto alla memoria dell'illustre defunto e porge le sue più vive condoglianze al fratello marchese Filippo, nostro amato collega, ed alla famiglia tutta dell'insigne scomparso.

MAZZONI
Domando di parlare.

TITTONI
Ne ha facoltà.

MAZZONI
Da un illustre scienziato, quale fu il Righi, passando ad un benemerito cittadino, mi consenta il Senato che in nome della città di Firenze, la quale ebbe nel marchese Pietro Torrigiani un sindaco, assennato, zelante, benvoluto perfino dai pochi avversari - tanta era la squisita cortesia dei suoi modi, e la perfetta rettitudine del suo animo - che io mi associ alle giuste parole che ha detto il nostro Presidente. Se tutta Firenze, giorni sono, accompagnò la salma del Torrigiani con quelle onoranze che non sono soltanto formali e sono appunto perciò le migliori, egli lascia incancellabili ricordi, non solo come sindaco della città, ma anche in altre istituzioni da lui sostenute o promosse. Una di esse, modesta ma buona, è l'Istituto delle Signore Montalve, educandato antico e provvido, del quale fu a lungo presidente. Un'altra, d'importanza nazionale è la Società dantesca italiana. Si deve anche a lui, che ne fu il primo presidente e ne resse a lungo le sorti, il savio avviamento che la Società scelse e mantiene con le pubbliche letture del poema e con gli scritti che illustrano tutte le opere di Dante. L'Italia commemorerà - come è degno si commemori il massimo nostro Poeta, il formatore della nostra coscienza unitaria - l'Italia commemorerà nell'anno venturo Dante, seriamente, non tanto con vane lustre di parole e cerimonie, quanto con la stampa delle opere, criticamente condotta: ciò, giova oggi rammentarlo, si deve in parte a Pietro Torrigiani. Prego il Senato d'inviare l’espressione dell'animo nostro alla città di Firenze e all'illustre famiglia Torrigiani; sia per doveroso omaggio al defunto, sia perché si veda come anche virtù modeste - mentre abbiamo consentito con tanta ammirazione ed espansione al rimpianto verso un luminare della scienza, quale fu il Righi - interessino qui dove importa pel bene comune augurare che tutte le nostre città abbiano amministratori i quali pareggino il Torrigiani nelle elette virtù dell'uomo e del cittadino.

NICCOLINI
Domando di parlare.

TITTONI
Ne ha facoltà.

NICCOLINI
Dopo le elevate parole pronunciate dal nostro illustre Presidente e dal collega Mazzoni, non mi resta che ad associarmi all'elogio che si è fatto del marchese Piero Torrigiani, di questo cittadino benemerito che tanta parte della sua intelligente attività dette alla pubblica cosa, e a me si associa il generale Della Noce che mi ha pregato di unirmi, anche in suo nome, alle parole del Mazzoni. Ricordiamo noi fiorentini con animo commosso e grato l'insuperabile dignità con la quale il marchese Torrigiani resse l'amministrazione della nostra città e l'opera sua benefica. All'illustre patrizio, all'amico virtuoso va ora il mio pensiero mesto e reverente, e vorrei che fosse conforto alla famiglia il cordoglio di questo alto consesso il compianto di tutta la cittadinanza fiorentina!


CROCE (Ministro della Pubblica Istruzione)
Domando di parlare.

TITTONI
Ne ha facoltà.

CROCE
Mi associo altresì a nome del Governo alle parole degli onorevoli senatori Mazzoni e Niccolini in memoria del senatore Torrigiani. Egli ebbe parte a tutto quanto di nobile e di bello si fece in Firenze, e fu uno di quei cittadini operosi, dei quali deve essere serbato il ricordo nella nostra gratitudine di italiani.


Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 24 giugno 1920.
 

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