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Dal Florence Football Club alla Fiorentina, stessi colori stessa passione

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Dal 2 maggio del 1926 in poi, gli ostili consigli del Club Sportivo e della Libertas tennero separatamente alcune assemblee straordinarie affrontando lo scabroso argomento della fusione fino a raggiungerla faticosamente nella data del 29 agosto. Il fondatore presidente Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano procurò l’equità in ogni faccenda: incluso la scelta dei colori sociali. Il rosso della Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas 1877 abbracciò il bianco del Club Sportivo Firenze 1870 ricreando l’armonia dell’antica insegna comunale.
 

 

 

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Associazione Fiorentina del Calcio in divisa spezzata biancorossa nel 1926

 

Il guelfo simbolo cittadino del giglio maschio rosso in campo d’argento, presente nei due sodalizi d’origine, fu mantenuto sul petto dei primi giocatori della Fiorentina senza imposizione. Nessuna costrizione fu necessaria forse per il fatto che ventotto anni prima, il 26 maggio del 1898, il Sindaco di Firenze marchese Pietro Torrigiani, fondatore e primo presidente del Florence Football Club, la più antica squadra fiorentina di calcio all’inglese, ebbe a sottoscrivere uno statuto redatto in lingua britannica dal “Football Committee of Florence” nel quale era scritto che “The Club’s colours will be White & Red to honour Florentine traditional flag. Symbol of the Club will be the red Lilium of Florence”. Quei colori insieme al giglio hanno sempre rappresentato il simbolo dell’unione del popolo fiorentino.

 

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Giancarlo Antognoni con la maglia del Florence Football Club 1898

 

L’araldo spezzato “d’argento e di rosso” era la bandiera del comune di Firenze, adottata verso la fine del X secolo, e consisteva in un semplice scudo partito di bianco e di rosso. Questo stemma, secondo la tradizione, fu ottenuto unendo i blasoni di Firenze e Fiesole ed eliminando dal primo il giglio e dal secondo il crescente montante azzurro. Esso sventolava sul carroccio perduto nella battaglia di Montaperti del 1260. La rivincita di Montaperti Firenze se la prese solo 9 anni dopo. Precisamente nel 1269 quando a Colle Val d'Elsa, città amica di Firenze, Neri de' Bardi coi suoi cavalieri, insieme alle armate guelfe di Carlo d'Angiò, detto lo Zoppo, sbaragliò le truppe del comandante senese Provenzano Salvani al quale venne anche tagliata la testa. Sempre Dante ricorda il senese "Provenzan Salvani fu presuntuoso a recar Siena tutta alle sue mani. Ito è così, e va senza riposo poi ché morì: cotal' moneta rendea soddisfar, chi è di là tropp’osò". Questa vetusta storia non è slegata al retaggio cromatico dell’Associazione Fiorentina del Calcio. Nei campionati 1927-28 e 1928-29 la Fiorentina giocò con le maglie a strisce biancorosse regalategli proprio dalla società amica dell’Unione Sportiva Colligiana ancora memore della fratellanza guelfa tra Colle Val d'Elsa e la capitale della Toscana. Vale ricordare che il bianco ed il rosso erano anche i colori della guelfissima famiglia Donati, alla quale appartenne Corso il condottiero a cui Firenze deve la vittoria del 1289 nella battaglia di Campaldino contro l’esercito ghibellino. Lo stemma dei Donati era molto semplice e denotava antichità di origine: troncato, cioè a due fasce orizzontali, rossa quella superiore e argento, ovvero bianco, quella inferiore.

 

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Le maglie della Fiorentina per la stagione 2012-2013

 

Quel biancorosso affondava le proprie radici molto lontano nella storia patria. Dopo la prima divisa fatta dal nobile “spezzato” o “inquartato”, una delle più belle ‘pezze onorevoli’ dell’araldica, venne adottata una divisa della Fiorentina tratta direttamente dallo stemma di Ugo di Toscana. L’originale stemma dei Marchesi di Toscana, ‘palato di rosso e di bianco’, venne utilizzato per le due stagioni successive ovvero dal 1927 al 1929. Si trattava in sostanza di una tenuta a strisce verticali bianche e rosse.  Nel settembre 1929 esordì poi il viola, la scelta del quale richiede una narrazione tutta sua. Dal torneo 1929-30 fino ad oggi, i colori sociali non sono più mutati e, seppure in secondo piano, si è conservato nell’iconografia del club di Firenze, accanto al viola, insieme col bel giglio, anche l’orgoglio dei tradizionali toni del bianco e del rosso. La Fiorentina dei Della Valle è tornata finalmente all'antica e gloriosa maglia rimettendo insieme una storia che attraversa ben tre secoli: il XIX, il XX ed il XXI. A completare la saldatura con la storia calcistica cittadina l'attuale maglia biancorossa della Fiorentina non solo resuscita i colori del Florence Football Club ma riporta anche il guerresco motto latino del più antico sodalizio calcistico fiorentino: Omnibus Locis Pugnatur

 

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La storica saldatura tra Florence Football Club e ACF Fiorentina

 

 

 

 

Autore

Andrea Claudio Galluzzo

 

 

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